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Planete Urgence !

Ogni attività di produzione e di progettazione, genera un rilascio di CO2. Consapevoli di questa realtà, ci impegniamo a limitare il nostro consumo di carbone.

Tra le scelte che ci sono state proposte, abbiamo selezionato l’associazione Planète Urgence.

Riconosciuta di Pubblica utilità nel 2009, si impegna nella lotta contro la distruzione del pianeta e contro le disuguaglianze tra il nord e il sud del mondo. Planète Urgence mobilita i cittadini e le aziende per alcuni progetti concreti ed urgenti riguardanti i terreni al sud.

In questo modo ci impegniamo e ti impegniamo ! Per ogni cuscino gigante Jumbo Bag venduto, finanziamo la piantagione di un albero.

Perchè un albero ?
Gli alberi hanno una doppia funzione : economica ed ecologica.

 

Oltre al suo ruolo di produttore di ossigeno (attraverso la fotosintesi) indispensabile per la nostra vita, la foresta contribuisce al mantenimento delle specie animali e vegetali, alla regolazione del ciclo dell’acqua, alla protezione delle terre e ai grandi equilibri naturali e climatici.

Equilibrio climatico e stoccaggio del carbone:

Su scala regionale, l'insieme degli strati (erbacei, arbusti, chiome...) che compongono la foresta presentano una reale stabilizzazione del clima locale, un potere tampone a seconda dei cambiamenti climatici esterni. Su scala planetaria, le foreste permettono di sequestrare il carbone nella sua biomassa vegetale, poi nel terreno, riducendo la concentrazione di gas serra, quali il diossido di carbonio (CO2), nell'atmosfera e contribuendo dunque a rallentare il riscaldamento climatico.

Protezione dei terreni e regolazione delle acque dolci:

La materia organica, proveniente dalla biodegradazione, ha un ruolo benefico sulla stabilità della struttura dei terreni. La presenza di una densa rete di radici e di uno strato di humus aumenta la capacità di trattenere l’acqua. La copertura delle foreste riduce il ruscellamento e attenua i movimenti delle correnti dei fiumi. Facilitando l'infiltrazione dell'acqua nel terreno, le foreste contribuiscono anche a filtrare gli inquinanti e a rifornire le acque del sottosuolo di acqua di qualità, minerale ed organica, molto stabile.

Conservazione degli ecosistemi:

Attualmente, sono scientificamente descritte1,5 milioni di specie vegetali ed animali. Secondo le stime più discrete, il numero totale delle specie si colloca tra i 3 ed i 10 milioni. Una delle notevoli caratteristiche delle foreste, soprattutto di quelle tropicali, è la loro enorme biodiversità. Si presume che un numero compreso tra il 50 ed il 75% della totalità delle specie viventi sulla terra, sia originario delle foreste tropicali umide. L'approssimazione di queste stime è dovuta all'incertezza sul numero attuale delle specie.

 
Il legno come energia:

Per la maggior parte degli abitanti delle regioni tropicali, il legno e il carbone restano sempre più spesso le uniche fonti d'energia economicamente accessibili e culturalmente accettate. Molto approssimativamente, nel 1995, la FAO ha calcolato che nel mondo venivano consumati 1,9 miliardi di metri cubi di legna da ardere. In questo bilancio, la parte svolta dai paesi tropicali raggiungeva circa il 70 %, l’equivalente di 1,3 miliardi di metri cubi. Dati che permettono ad alcuni osservatori di affermare che l'approvvigionamento di legna utilizzata per l'energia costituisce la funzione principale delle foreste tropicali.

Il legno per la manodopera:

Agli inizi degli anni 90, l'80% della coltivazione annuale delle foreste tropicali veniva utilizzato per i bisogni energetici. La fabbricazione di carta e cartone resta marginale o molto localizzata; possiamo considerare che poco meno del restante 20% corrisponde al legno utilizzato per la manodopera o per le industrie. Queste ultime comprendono i materiali di fabbricazione di segatura, placcatura e compensato, poi ancora delle falegnamerie e del legno da costruzione. Per quanto riguarda la sola produzione mondiale di legno utilizzato per la manodopera, calcolato per lo stesso periodo di1,6 miliardi di metri cubi, il contributo dei paesi tropicali si aggira intorno al 20 %.

I prodotti non legnosi:

Oltre alla produzione di legname, che essa assicura, e della riserva dei terreni, che essa stessa crea, la foresta produce una larga gamma di prodotti, detti prodotti non legnosi, che comprendono frutti, gomme, resine, cortecce, essenze, fibre, sostanze mediche, coloranti, selvaggine…Questa risorsa viene utilizzata da secoli; Possiamo affermare che parecchi di questi settori della produzione furono, molto prima del legno, un motivo per intraprendere l'esplorazione delle foreste tropicali nonché oggetto di un commercio internazionale e lucrativo, animato dai commercianti dei paesi colonizzatori.

 

Il Mali è uno dei paesi più poveri del mondo. Si calcola che il PIL per abitante sia di 366 dollari americani per anno, la speranza di vita di 48 anni ed il tasso di alfabetizzazione del 19%. L'indice dello sviluppo umano, che classifica il paese 175° su una scala di 177 paesi (UNDP 2006), riassume bene questa situazione.

Circa il 72% della popolazione risiede in luoghi rurali, dato che l'agricoltura costituisce il mezzo di sopravvivenza per l'80% della popolazione e contribuisce al 34% del PIL.

Siamo attualmente partner di un Progetto a Mali: "Un milione di alberi per Motopi", che ha come obiettivi:

  • La realizzazione di 950 ettari di piantagioni agroforestali familiari.
  • Lo sviluppo dell’orto, che costituisce una fonte di reddito e di sicurezza alimentare per i beneficiari.

Questi obiettivi hanno come scopo quello di contribuire alla lotta contro la desertificazione e di diminuire le vulnerabilità economiche ed alimentari delle popolazioni.

Per saperne di più : http://www.planete-urgence.org/environnement